Come trovare i migliori locali fetish per schiavi e feticisti

Quando si parla di feticismo, l’associazione mentale che i più fanno si rivolge a qualcosa di malsano e perverso solitamente legato ai piedi femminili: come in ogni stereotipo, oltre ad una rozza semplificazione, c’è sempre un pizzico di verità, come vedremo a breve.
In realtà per feticismo si intende un forte desiderio sessuale verso qualsiasi parte del corpo, oggetto, indumento che sostituisce come obiettivo erotico primario la persona nella sua interezza.
Mentre alcune persone hanno un sano rapporto con queste tendenze che rappresentano una comune variante del comportamento umano in ambito sessuale, altre sviluppano una forte ossessione con relativo disagio, con conseguenze negative nella vita relazionale del soggetto.

Senza voler addentrarci ulteriormente nell’analisi di ciò che è patologico e ciò che non lo è, ci limitiamo a questa prima definizione di grande aiuto per poter comprendere al meglio il concetto di fetish, parola strettamente correlata al termine feticismo, ma dal significato leggermente diverso.

Secondo la definizione di Wikipedia per fetish si intende “… un approccio alla sessualità che, rifacendosi ad alcuni elementi tipici del feticismo, risulta caratterizzato dalla rilevanza erotizzante attribuita a determinati tipi d’abbigliamento, in genere intimo – come corsetti, calze e simili – e al materiale di cui essi sono realizzati, come la gomma, il cuoio, il latex, il PVC e così via.
Il fetish, quindi non si caratterizza per la predilezione per una o più specifiche pratiche sessuali, quanto piuttosto per la ricerca di determinate situazioni in cui la componente estetica è senz’altro centrale. “

Abbiamo reputato utile introdurre una definizione “esterna”, per poter meglio focalizzare l’argomento su cui sarà incentrata la nostra guida: per quanto il confine risulti piuttosto sottile, il “cuore” dell’articolo riguarderà per l’appunto la cultura fetish e non il feticismo in senso “clinico”.
Siamo quasi certi che alcuni dei nostri lettori meno esperti dell’argomento si stiano chiedendo che caratteristiche possano avere coloro che amano queste insolite pratiche.
La risposta è piuttosto banale, nel senso che nel quotidiano i feticisti non hanno nessun particolare elemento distintivo che li contraddistingue e li differenzia dal resto degli esseri umani, per cui l’unica differenza è osservabile solo nella sfera intima/ sessuale delle persone in questione.
In realtà su questo punto riusciremo a fare maggiore chiarezza nella parte finale della nostra guida, dove condivideremo con il lettore alcune opinioni di persone amanti del mondo fetish.
Ora invece, dopo questa lunga introduzione, è arrivato il momento di prendersi un attimo di relax e scoprire in che modo e in che luoghi si divertono coloro che già conoscono questo intrigante universo.

I locali fetish più intriganti

locale per feticistiSadika Estrema, Fior di Pelle, Tempio del Piede, Frottage … , non c’è che dire, chiunque scelga i nomi dei locali fetish, senza dubbio non difetta in fantasia! Al di là dei nomi più o meno bizzarri, o più o meno evocativi, in quanto a locali la scelta per i cultori del mondo fetish di certo non manca.
Per ottenere la massima soddisfazione possibile da serate a tema bisogna però scegliere il locale fetish giusto per le proprie esigenze e non sempre in questi casi l’abbondanza di scelta aiuta.

Chi si approccia per le prime volte è intuibile che non avrà le stesse esigenze/aspettative di chi invece è più esperto per cui diventa necessaria una perlomeno minima documentazione. Lo scopo della nostra guida è per l’appunto questo: fornire indicazioni che possano aiutare ad orientarsi nel variegato mondo dei locali per feticisti.

Se non si conoscono persone che hanno già frequentato tali locali, d’obbligo è una ricerca su internet dove sono numerosi i siti che trattano queste tematiche, permettendo inoltre di conoscere altri appassionati o curiosi.

All’interno di tali locali si può trovare ogni genere di approccio: c’è chi ama in particolare il BDSM e cerca situazioni di dominazione e sottomissione (pur esistendo delle differenze fra le due culture – fetish e BDSM – molti temi si intersecano), c’è chi è attratto dall’aspetto puramente estetico/culturale e infine chi è semplicemente curioso e non ha aspettative particolari.

Spesso gli approcci dei feticisti propriamente detti sono di tre tipi:

  • Approccio attivo : situazione che prevede l’uso attivo del feticcio da parte del feticista; ( esempio di feticista attivo può essere la mistress che utilizza i suoi stivali sullo schiavo di turno);
  • Approccio passivo : situazione che prevede che sia un’altra persona ad usare il feticcio sul feticista ( continuando l’esempio precedente in questo caso il feticista è lo schiavo che adora gli stivali della sua padrona);
  • Approccio contemplativo: situazione in cui il feticista trae godimento dal contemplare i suoi feticci o l’utilizzo degli stessi da parte di terzi ( in questo caso il feticista si limita a godere della vista degli stivali, oppure osserva gli stessi che calpestano una terza persona).

Questa semplificazione aiuta di certo a comprendere come, a prescindere dal locale scelto, la varietà di situazioni non manca mai, per cui ogni Mistress potrà trovare lo slave adatto che vorrà adorare parti del suo corpo o del suo abbigliamento e specularmente ogni schiavo, pur potendosi portare i propri feticci da casa, non avrà problemi a trovare Padrone che possiedono l’oggetto dei loro desideri.

Nella scelta del locale adatto, maggiormente fortunati saranno coloro che abitano nelle grandi città, soprattutto del Nord Italia (Milano, Brescia, Torino, ecc.) dove è maggiormente diffusa la cultura BDSM/Fetish.

Le opinioni di chi frequenta i locali per feticisti

Come già abbiamo anticipato, affinchè la nostra guida fosse quanto più esauriente possibile, non poteva di certo mancare una raccolta di opinioni e pareri di chi frequenta da poco o da molto tempo i locali su cui ci siamo soffermati finora.

Viene senza dubbio fuori il ritratto di una comunità di persone piuttosto eterogenee, con diverse fantasie fuori dall’ordinario, ma non di certo, una setta di pericolosi devianti come qualche “ben pensante” ottuso potrebbe pensare.

Ecco a voi alcuni estratti tratti da interviste rintracciabili in rete.

La Dea del Frustino, 34 anni, Roma: “La scena fetish romana non smette mai di stupirmi! Arrivata qui da studentessa, oltre a laurearmi in Sociologia, ho raggiunto altri importanti traguardi, visto che ora sono una delle Mistress maggiormente conosciute e rispettate. La mia uniforme nazi-fetish ha un odore particolare a quanto pare, visto che già a distanza i miei schiavi percepiscono il mio arrivo, e cominciano a tremare all’idea del mio frustino, che hanno l’obbligo di adorare prima di provarlo sulle loro natiche… sono queste le piccole e grandi gioie di una Mistress! “

Bernardo, 29 anni, provincia di Napoli: “Sono un amante estremo dei capelli femminili, adoro toccarli, annusarli, leccarli, qualche volta anche tagliarli e strapparli per dormirci assieme. Nella vita di tutti i giorni sono un normalissimo magazziniere, e riesco senza troppi problemi a trarre soddisfazione dalla mia passione in modo cortese e garbato (chi rifiuta un complimento o una carezza sulla testa?). Ho avuto fidanzate, che non si sono mai sentite minimamente violare da questa mia caratteristica, anche se qualcuna è rimasta perplessa quando le chiedevo di spazzolarle i capelli. Quando mi è possibile mi reco in un paio di locali vicino casa, dove posso dare libero sfogo a questa mia passione, senza alcuna forma di censura e vi posso assicurare che la goduria è davvero estrema!”

Flavia, 31 anni, Bologna: “Sin dalla prima adolescenza mi sono sempre sentita attratta dalle teste degli uomini pelati. Oltre a reputare gli uomini – rasati o calvi che siano – dannatamente sexy, credo che tale caratteristica sia fortemente legata al testosterone che hanno in corpo. Attualmente ho un fidanzato che raso personalmente, e dopo aver eliminato ogni singolo capello, adoro leccare la sua testa e sentire le sue risate dovute al solletico.
Questa è la mia prima grande passione, ma ne ho un’altra, forse maggiormente comune: adoro i poggia-piedi, nello specifico gli uomini tavolino. Nelle mie serate trasgressive, adoro sempre riposarmi su un divanetto e avere a disposizione il mio personale tavolinetto umano per piedi!”

Carmine, 52 anni, provincia di Modena: “Frequento locali e discoteche fetish da ormai più di vent’anni, gli unici luoghi possibili dove posso praticare la mia grande passione, ovvero il culto di una parte del corpo della donna davvero sottovalutata: l’ombelico. Amo leccarlo, pulirlo dalle eventuali impurità, annusarlo, infilarci dentro piccoli pezzi di cibo o gocce di bevande che poi sorbisco avidamente.
Non essendo particolarmente dotato ho provato con alcune donne anche una sorta di penetrazione/sfregamento: alla mia proposta alcune mi hanno riso in faccia, altre hanno apprezzato la fantasia e mi hanno concesso il più sacro dei loro incavi!”

La nostra piccola guida per principianti e non del mondo fetish si conclude qua.
Per ovvi motivi di spazio, non è stato possibile sviscerare ogni singolo aspetto di una cultura – quella fetish – davvero variegata e ricca di sotto-mondi, ma allo stesso tempo reputiamo che questo nostro articolo possa davvero essere un buon primo passo per chi intende avventurarsi in questo universo colorato e colmo di aspetti intriganti.

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