Moglie dominante umilia il marito pubblicamente

Sono Luisa e sono una donna di 33 anni sposata da qualche anno con Antonio. Amiamo fare sesso e soprattutto spingerci verso cose sempre nuove. D’altronde ci rendiamo conto di quanto la monotonia possa uccidere molto la fantasia e ridurre notevolmente il piacere erotico. Ecco perché da qualche tempo a questa parte abbiamo deciso di accantonare qualsiasi tipo di freno e goderci delle esperienze uniche.

La padrona del sesso più provocante

La cosa che mi piace di più è sicuramente quella di incarnare il ruolo di moglie dominante, quindi di dominare in una relazione sessuale. In questo modo posso sentirmi l’assoluta protagonista. Un po’ per caso abbiamo scoperto questa cosa, in quanto notavamo con Antonio di essere arrivati ad un punto dove le avevamo provate tutte, ma proprio tutte. E così acquistai dei sex toys per praticare sadomaso e soprattutto un outfit da Mistress così da poterlo diventare a tutti gli effetti. Quel momento significò per me vivere il sesso come un piacere autentico e che mi avrebbe garantito degli orgasmi letteralmente unici.
Fu così che una sera, mentre lui rientrava da lavoro, mi feci trovare con questa mise molto provocante e sexy. Lui rimase allibito e io, col mio frustino in mano, la mia gonna di pelle che lasciava poco spazio alla fantasia, gli chiesi di diventare il mio schiavo. In quel momento lui si spogliò senza dire nulla e la cosa già mi eccitava tantissimo. Sapevo perfettamente di potergli imporre qualsiasi cosa e lui l’avrebbe fatta. Fu per me un’esperienza indimenticabile anche perché fui una padrona super. E lui uno schiavo capace di farmi arrivare all’orgasmo senza alcun problema. Sapeva toccarmi nel modo giusto e io facevo lo stesso sentendo che lui godeva in maniera incredibile. I miei tacchi colpivano la sua schiena e lui ansimava, un mix tra eccitazione e dolore. Ma mi implorava di non smettere in quanto gli piaceva tantissimo. Era così bello umiliarlo e sapere che lui si eccitava a sentirsi schiavo di una padrona supersexy come me.
Da quel momento in poi io e Antonio ci siamo divertiti in maniera molto trasgressiva nel fare sesso. Fu molto più che una semplice esperienza sessuale, ma fu un vero e proprio ritrovarsi. Si creò una complicità incredibile sulla scia di ruoli diversi ma che erano strettamente collegati. La Mistress che ero diventata lo faceva godere così come l’idea di avere uno schiavo che si eccitava per la mia capacità di dominare. Senza dimenticare quanto furono utili in quel momento i frustini e tutti quei sex toys che acquistai e con cui lo percuotevo. Fino a dover ricordare che lo strapon fu uno dei momenti più provocanti con lui. Lo penetrai e lui ad un certo puntò schizzò a dimostrazione di quanto si stesse eccitando in una maniera pazzesca.

L’umiliazione pubblica che ci ha fatto godere di più

Quando si parla di umiliazione in ambito sessuale non bisogna pensare al senso letterale della parola. Infatti mio marito Antonio si è sempre eccitato molto all’idea di poter essere il mio schiavo, sottomesso in tutto e per tutto. Fu così che ad un certo punto decisi di lasciarmi andare a qualcosa di molto trasgressivo e che forse avrebbe appagato una sua fantasia. Più volte mi aveva proposto di fare qualcosa di strano in posti pubblici dove avremmo potuto dare spazio al lato più piccante della nostra vita di coppia.
L’occasione capitò mentre eravamo in un ufficio postale della nostra città, in attesa del nostro turno. Lui era in piedi mentre firmava delle carte e io ero posizionata precisamente dietro di lui. Iniziai ad accarezzargli il culo e lui mi sorrise, consapevole che mi era venuta una certa voglia. E Antonio non esitò certo né tanto meno si tirò indietro o sembrava in qualche modo infastidito dalla cosa. Non mi fermai certo lì e senza curarci delle persone che erano nello stesso ufficio decidemmo di lasciarci andare. Era un caldo pomeriggio estivo, dunque era semplice mettere le mani nei posti dove non batte la luce del sole.
Il pensiero di fare qualcosa di trasgressivo in un luogo pubblico, tra l’altro parecchio frequentato come l’ufficio postale, mi faceva bagnare in maniera incredibile. Fu così che la mia mano entrò nel pantalone e nei boxer di Antonio ed iniziava a toccarlo nel culo. Le mie dita entravano dentro e nell’orecchio gli sussurravo di godere e di non dire nulla in quanto la sua padrona doveva comandare. Fu uno schiavo eccellente in quanto non proferì parola ma notavo come si eccitava in maniera esponenziale.
Non feci minimamente caso a cosa gli altri potessero pensare perché in quel momento avevo solo voglia di dare spazio al mio ruolo di padrona. Ogni tanto toglievo le dita dal suo culo per leccarmele e rimettergliele dentro con forza. Sapevo che anche le mie unghie lunghe potevano farlo godere dunque insistevo senza problemi. Lui non resisteva e sentivo che il suo pene era sempre più duro. Ad un certo punto gli ordinai di fare lo stesso con le sue dita nella mia vagina.
In quel caldo pomeriggio avevo deciso di indossare solo una gonnellina senza le mutande. Presi la sua mano e la spinsi sotto la gonna in maniera tale da toccarmi e farmi bagnare sempre di più. Spostavo la sua mano tra la vagina e il mio culo proprio perché volevo vivere qualcosa di intenso e che mi facesse arrivare all’orgasmo. Lui probabilmente si imbarazzò un po’, forse perché vide qualche sguardo delle persone presenti nell’ufficio. Ma a me non importava e in qualità di mistress super dominatrice gli imponevo di non fermarsi perché se no l’avrebbe pagata.

Un’esperienza di sesso indimenticabile

Non contenta di quanto stavo facendo fare ad Antonio, decisi di cacciare dalla mia borsa il dildo con cui già altre volte gli avevo penetrato il culo. Mi piaceva un sacco sentirlo che si eccitava e che soprattutto faceva tutto quello che gli ordinavo senza batter ciglio. Così mentre glielo mettevo sentivo che godeva e soprattutto ero sicura che avrebbe schizzato nei suoi slip. Lo mettevo dentro e lo facevo uscire proprio come piaceva a me e nel frattempo gli sussurravo nelle orecchie di non dire una parola altrimenti ne avrebbe pagato le conseguenze in maniera peggiore. Lui sorrideva ma sapeva bene che quel mio modo di fare mi faceva eccitare ancora di più e soprattutto faceva aumentare in me il desiderio di sesso.
Finché un vigilante dell’ufficio non ci chiese di spostarci perché stavamo creando imbarazzo. Ma la voglia era così tanta che non facemmo in tempo ad uscire e ci dirigemmo nel bagno dell’ufficio postale. Entrambi avevamo una gran voglia di scopare e soprattutto di giocare con i nostri ruoli. Io mi spogliai completamente e gli dissi di stare zitto in quanto nessuno avrebbe dovuto sentire nulla. Lo schiaffeggiavo e gli iniziavo a prendere le palle strizzarle e non volevo altro che farlo eccitare. Lui dopo vari minuti arrivò addosso a me in un modo così sensuale che non fece altro che farmi finire di eccitare. Nuda com’ero non avevo addosso neanche le calze per cui con i miei piedi gli accarezzavo la faccia, consapevole che era una cosa che gli piacesse moltissimo. Infatti si eccitava molto quando mi vedeva senza scarpe e soprattutto senza calzini. E così mentre io ero stesa a terra nello spazio piccolissimo del bagno, con i miei piedi lo iniziavo a segare ed entrambi godevamo.
Quel giorno vivemmo dunque un rapporto di sesso unico e che mai potrò dimenticare per tutta la vita. Ci ha permesso di scoprire cosa voglia dire effettivamente lanciarsi verso la trasgressione e soprattutto vivere un rapporto di sesso che possa essere definito realmente come appagante. Un’opportunità molto vantaggiosa per noi e che consigliamo a tutti dato che quel momento di umiliazione fu per lui l’occasione per vedere in me una padrona pronta a tutto pur di farlo godere, e stesso dicasi anche per me. Da allora abbiamo scopato in maniera molto piccante e passionale così da essere certi di poter raggiungere l’orgasmo insieme. Messa da parte qualsiasi forma di inibizione o imbarazzo, io e Antonio grazie a quella giornata all’ufficio postale abbiamo capito che il sesso è molto più che una semplice esigenza del corpo, ma un piacere da vivere!

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